Why the angels appear only to the shepherds… Only the poor know how to hope (Traduzione italiana in fondo alla pagina)

Why did the angels appear only to the shepherds? We have known the Christmas story since we were children, so that fact might not surprise us at all. Yet, as we realise that the Christmas story is really for adults, it is a question worth answering.

Like Joseph and Mary, the shepherds were staying out of the town, tending to their sheep. When the good news broke they just went, in haste, to see for themselves this amazing news…and they found everything as they had been told.

The same happened on the day of Jesus’ presentation, when from all the crowds that filled the temple, only Simeon and Anna recognised this small baby as the Saviour of Israel and the light of the nations. And it was the magi and not the experts or King Herod, who found Jesus. Those who were ready to hope had their hopes fulfilled, albeit in totally unexpected ways. Those who knew exactly what they expected were frustrated.

The people of Israel had been waiting and praying for the Messiah for centuries, yet when he did come they did not recognise him and ended up by refusing him: they were waiting for someone else, certainly not a baby in swaddling clothes lying in a manger. Only those who were ready to let themselves be surprised by God could recognise him for who he really was.

Immanuel Kant, one of the greatest philosophers of the modern era, says that one of the fundamental questions we face throughout our lives is, What may I hope? The way we answer it sheds light on how we understand the meaning of our life.

Perhaps one of the reasons why we find ourselves so easily overcome by darkness is our obstinate belief that there is nothing that we cannot achieve by ourselves, so that in reality there is nothing to hope for. And that can only lead to despair.

To hope means and entails a humble heart, a poor heart. Only a poor man knows how to wait. Those who are already full of themselves and of their achievements, are not able to place their trust in anyone other than themselves. (Pope Francis)

Or, as the first beatitude proclaims, Blessed are the poor in spirit, for theirs is the Kingdom of heaven. (Mt 5:3)

These Advent blogs are inspired by a series of talks given by Pope. These 38 talks can be found in e-book form at  http://opusdei.ie/en-ie/article/god-walks-with-me-pope-francis-on-hope/

Perché gli angeli appaiono solo ai pastori… Solo i poveri sanno come sperare

Perché gli angeli appaiono solo ai pastori? Noi conosciamo la storia del Natale da quando eravamo bambini, per cui questo fatto non ci sorprende per nulla. Ma, dal momento che capiamo che la storia del Natale è proprio per gli adulti, è una domanda a cui vale la pena di rispondere.

Come Giuseppe e Maria, i pastori stavano fuori dalla città, prendendosi cura delle loro pecore. Quando fece irruzione la buona notizia, loro andarono subito, in fretta, per vedere con i loro occhi quella notizia stupefacente… e trovarono come era stato detto loro.

La stessa cosa è successa il giorno della presentazione di Gesù al tempio, quando di tutta la folla che riempiva il tempio, solo Simeone ed Anna riconobbero questo bambino piccolo come il Salvatore di Israele e la luce delle nazioni. E furono i magi e non gli esperti, o il re Erode, che trovarono Gesù. Coloro che erano pronti a sperare videro le loro speranze compiersi, sebbene in modo inaspettato. Coloro che sapevano esattamente cosa attendersi rimasero delusi.

Il popolo di Israele aveva atteso e pregato per il Messia per secoli, ma quando venne non lo riconobbero e finirono per rifiutarlo: stavano aspettando qualcun altro, certamente non un bambino in fasce che giaceva in una mangiatoia. Solo coloro che erano pronti a lasciarsi sorprendere da Dio potevano riconoscerlo per chi era veramente.

Immanuel Kant, uno dei più grandi filosofi dell’era moderna, diceva che una delle domande fondamentali che dobbiamo affrontare nella nostra vita è: Cosa posso sperare? Il modo in cui rispondiamo fa luce su come comprendiamo il significato della nostra vita.

Forse una delle ragioni  per cui ci troviamo così facilmente sopraffatti dal buio è il credere ostinatamente che non ci sia nulla che non possiamo ottenere con le nostre forze, per cui non c’è davvero niente da sperare. E questo può portare solo alla disperazione.

Sperare significa e implica un cuore umile, un cuore povero. Solo un uomo povero sa come attendere. Coloro che sono già pieni di se stessi e delle loro conquiste, non possono porre la loro fiducia in nessun altro che in se stessi. (Papa Francesco)

O, come la prima beatitudine proclama: ‘Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli.’ (Mt. 5,3)

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